lug 12, 2016 - Senza categoria    No Comments

Non Andare…Vai.

E’ andata.

Infondo me lo aspettavo. In parte lo desideravo, per me. Quando poi è accaduto , ho dovuto rispondere alle domande della mia testa però.

 - Non mi hai fatto gli auguri per il mio compleanno perché ti ho detto che chiudevo la mail perché aspettare 4 mail l’anno per gli auguri non era ciò che desideravo.

 - Non mi hai fatto gli auguri per il mio compleanno perché hai voltato pagina.

Probabilmente entrambe le cose. Sicuramente.

Chi mi conosce sa che non mi racconto frottole. E preferisco soffrire piuttosto che “raccontarmela”.

Beh… questo è ciò che ha prodotto la mia testa. E va bene . Adesso però inizio a sentirmi strana.

Si avvicina il tuo di compleanno e Dio solo sa quello che desidero….ma che non posso fare.

E forse mi sento strana per questo. Mi sento strana perché come al solito mi sento divisa in due, fra quello che voglio, che desidero, che sogno e quello che devo, o non posso fare.

Non riesco ad avercela con lui ma allo stesso tempo non riesco a smettere di essere arrabbiata.

Mi domando solo….quando finirà?

 

 

giu 14, 2016 - Romanticismo    No Comments

Eventi e Speranze

Tra un manciata di giorni sarà il mio compleanno…divento grande. O così sembra. Forse lo sono davvero però. Di certo sono più calma, più posata, più saggia e allora perché no? Più vecchia.

Eppure mi fa paura quel giorno.

Si beh compio 37 anni e già questo basta direi. Ma c’è una cosa che mi fa ancora più paura…ed è lui.

Non riesco a decidere ancora dopo tanto tempo se mi faccia più male che lui non si faccia vivo o che mandi quel messaggio stampato che non esprime l’importanza che ha sempre millantato.

E a pensarci bene , con un minuto di concentrazione, forse preferisco che  non arrivi.

E tutto ad un tratto un solo regalo sarebbe il mio desiderio più grande.

Una telefonata.

La sua.

Ho dimentica il suono della sua voce, i tratti precisi del suo viso ma non importa più perché quello che non ho perso è l’amore che ho dentro. L’amore ha molte forme e tante sfumature e allora perché non posso tenermelo e chiamarlo amore se lo provo?

Possiamo chiamare amore solo un sentimento condiviso?

Ho ancora molti sogni e molti sono per lui e me.

Mi domando come sta? E spero con tutto il mio cuore che stia bene, che sia felice, e che tutto vada come lui ha sempre desiderato.

E mentre scrivo mi vengono in mente le note e le parole di  En el Muelle de San Blas

Mi sento come lei, sola con il mio oblio, e dopo mille lune lei (come me) era ancora li ad aspettare e sperare.

E allora…dopo troppi anni…la ascolto ancora.

 

 

 

 

mag 20, 2016 - Romanticismo    No Comments

Definizioni

Recentemente una mia amica, con cui ho scelto di confidarmi, mi ha fatto una domanda; mi ha chiesto di cosa era fatta la nostra quotidianità , come era un giorno tipo, di cosa era fatto il nostro rapporto. Mi sono resa subito conto che descrivere a parole un sentimento, un emozione, un vissuto , tutto ad un tratto diventa la cosa più complicata dell’Universo conosciuto. Persino per me.

Io che parlo di tutto , e senza troppe difficoltà. Mi sono ricordata di una canzone di qualche secolo fa che chissà per quale ragione mi sia rimasta impressa, visto che non apprezzo quel tipo di musica, però tornando al punto…quella canzone diceva più o meno: Le cose importanti sono difficili da dire, le parole le rendono stupide e piccole. Mai frase mi ha colpito di più. Di fatto è così. E’ così per me.

E proprio lì, davanti ad una quantità smisurata di pietanze Thai, lei … lì davanti a me come uno specchio, mi guardava preparata ad un racconto pieno di amore. Le sue aspettative erano grandi, perché sa quanto è grande per me quello che io ho di te. Ciò che è rimasto. E giusto il tempo di posare le posate nel piatto strapieno, distogliere lo sguardo verso il muro, per racimolare quanti più ricordi possibili, ho iniziato dalla domanda più semplice.

La nostra giornata tipo.

Era varia anche se abbiamo mantenuto per anni lo stesso iter. Ci si svegliava, si andava a lavorare. A volte un messaggio arrivava o si mandava prima di arrivare nei rispettivi uffici, altrimenti, sedendomi davanti al mio pc e aprendo la posta, lui era lì. Con il suo buongiorno per me. Arrivava prima e così mi accoglieva, mi aspettava. Essere attesi è una cosa meravigliosa. E lo era. E da li messaggio dopo messaggio le ore passavano veloci e felici. Nelle giornate normali, ci si sentiva due o tre volte dalle 9 alle 18. Orario di ufficio. E la sera io sul mio divano , lui sul suo, si continuava . Non sempre ma spesso. Nelle giornate migliori, ci si incontrava e questo mi ha portato alla seconda domanda.

Di cosa era fatto il nostro rapporto.

Ho iniziato, sorridendo, dicendo che era fatto di passeggiate in libreria a scegliere qcs da leggere, di passeggiate ai nostri giardini preferiti in una Roma da togliere il fiato. Era fatta di tornare a casa insieme, sempre passeggiando. Ma poi, gli occhi si sono velati, e il sorriso è svanito. E’ arrivata la malinconia. Le ho detto che il nostro rapporto era fatto di momenti speciali, di abbracci, di passeggiate , di perderci uno negli occhi dell’altra, di tenersi la mano mentre si sognava. Era fatto di abbracci, tanti abbracci. Di piccoli e teneri baci. Di sogni. Eravamo pieni di sogni. Di desideri. Di avere l’odore di uno nel naso dell’altro. Di testa. Di ragionamenti.  Di sofferenza. Di felicità, tanta felicità. Per essersi incontrati. Trovati e amati al meglio delle nostre possibilità. Di amore. Il nostro rapporto era fatto di amore. E prima che potessi rendermene conto , piangevo. Cercando di mantenere un tono, eravamo pur sempre in un ristorante. E mi trattenevo, e mi asciugavo. E piangevo. E sorridevo. Perché ….in un attimo mi sono resa conto che dopo 4 anni, lui è ancora la cosa più prepotente che o abbia dentro di me.

E mi sono resa conto, alzando lo sguardo verso la mia amica, che i suoi occhi erano gonfi di lacrime. Le ho detto perché piangi?

Lei ha detto: per te, per me, per voi.

E non c’era più niente da dire. Non a lei. Solo a me stessa. In questi anni ho cercato di riprendermelo, di farlo ragionare, di fargli ascoltare il suo cuore, di convincerlo, di ascoltarlo, ho vissuto il dolore di perderlo. Ora…non riesco a fare più niente se non prendere atto della mia consapevolezza.

La consapevolezza che siamo storia. Finita. Lui è passato oltre ed io no.

Questo fa male. Sì. Lui è andato via ed io sono ancora qui.

E ci resto. Resto qui. Ad aspettarlo.

Se non è romanticismo questo…

 

Un Nuovo Inizio – Inizio di Nuovo

Chi inizia un blog, di solito lo fa presentandosi o scrivendo nel primo post il motivo per cui si siede ogni tanto qui davanti a “vomitare” parole.

Questo non è il mio primo rodeo; semmai il millesimo. Ma questo riassume un po’ tutto di me.

Io faccio sempre così: inizio e finisco. Apro e chiudo. Faccio e disfo.

Sono sempre stata tutto e l’opposto di tutto. Ho sempre amato la coerenza pur essendo spesso incoerente.

Chi mi conosce sa che sono una Romantica piena di Cinismo. O Forse sono una Cinica con momenti di Romanticismo.

Non lo so….non lo so ancora, almeno.

Forse non lo saprò mai.

Quello che so è che ne’ il mio Romanticismo né il mio Cinismo sarebbe esistito se non avessi avuto il privilegio di fare quello che io chiamo “l’incontro della mia vita”.

Non rimpiango le scelte fatte, e forse non rimpiango nulla…. se non il fatto di non aver mai creduto davvero che un giorno sarebbe finita.

Finita per lui.

Perché l’unica cosa che non ho chiuso nella mia vita, io …è lui.

[Se ci sono non so cosa sono e se vuoi che quel che sono... sarei]